K-assandra è un blog, un archivio, uno spazio di ricerca.
Pandemia, crisi climatica, controllo sociale capillare, digitalizzazione del lavoro e della socialità, distanziamento, post-verità, nebbia cognitiva, incubi notturni: un’umanità misera mi appresta ad entrare in un futuro che assume toni violacei e apocalittici. I governanti proclamano orgogliosi l’arrivo di un futuro tecnologico ed ecologista, ma la verità è che i palazzi del potere trasudano sangue e merda.
Il corpo sociale è malato, contagiato dal folle virus del capitalismo, che sta velocemente uccidendo la vita sul pianeta, nella corsa sfrenata al denaro e al potere.
Il sintomo più evidente della crisi del presente è la salute mentale: la psiche è al collasso, al burnout. I casi di ansia e depressione crescono esponenzialmente, i suicidi giovanili non si contano, l’uso diffuso di medicinali ingrossa le tasche delle industrie farmaceutiche.
Di fronte a questa crisi più che evidente, ognun3 cerca una via di fuga:
c’è chi scava a fondo nei suoi traumi infantili, chi si imbottisce di pillole, chi si unisce a movimenti fascisti, chi chiede lo psicologo di base.
Ma c’è anche chi cerca nella lotta politica e collettiva una gioia antica e terapeutica. Tra quest3, K-assandra.
“Fianco a fianco con la razza umana scorre un’altra razza di creature, le disumane, la razza degli artisti che, stimolati da impulsi ignoti, prendono la massa inanimata dell’umanità e con la febbre e il fermento di cui la ricolmano si muta questa pasta molle in pane e il pane in vino e il vino in canto. Dal letame morto e dalla scoria inerte essi generano un canto che contamina. Vedo quest’altra razza di individui che rovistano l’universo, capovolgendo ogni cosa, con i piedi che sempre si muovono nel sangue e nelle lacrime, le mani sempre vuote, sempre tese ad afferrare quel che c’è oltre, il bene lontano; trucidano tutto quel che raggiungono per quietare il mostro che rode loro gli organi vitali. Vedo che quando si strappano i capelli nello sforzo di comprendere, di afferrare questo eterno inattingibile, vedo che quando muggiscono come bestie impazzite, e stracciano e trafiggono, vedo che questo è giusto, che non c’è altra strada da seguire. L’uomo che appartiene alla sua razza deve levarsi in alto luogo con una litania sulle labbra e squarciarsi le interiora. è giusto ed equo, perché egli deve!”
Henry Miller, Tropico del Cancro
