declini: sull’abbattimento delle statue

Bristol, 2020. Edward Colston, faccia di bronzo di cinque metri e mezzo, precipita dal piedistallo, abbattuto da una folla urlante. Viene trascinato con corde pesanti – pesanti come catene, le catene che cingevano il collo dei suoi schiavi – e gettato in acqua. Affoga, come i sixty million and more a cui Toni Morrison dedica il suo capolavoro Beloved: africani ed africane che giacciono nell’infinito cimitero subacqueo atlantico, quelli che la piantagione non la hanno nemmeno mai vista nè raggiunta. Un giusto contrappasso per Colston. Continue reading “declini: sull’abbattimento delle statue”

indovina

Un’indovina appoggia il palmo di una mano arida sulla mia fronte. Mi guarda con occhi di mandorla, occhi grandi di gatta selvatica. Occhi come i miei. La guardo e vedo me, il mio riflesso nello specchio. Confusione, forse droghe. Ma sono io questa indovina? Sei Altra o sei Io? Chi sei, indovina? Chi sei tu che appoggi il palmo di una mano arida appena sopra i miei occhi di mandorla.

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il separatismo è un problema dell’uomo

Nasce tutto così: uno spazio, uno spazio fisico, una casa. Delimitata dai confini dei suoi muri, viene occupata da un gruppo di compagne che decidono di farne uno spazio attraversato da sole donne. Uno spazio sicuro, autodeterminato. Una piccolissima, minuscola, microscopica parte di mondo, che per il brevissimo tempo che la vita umana e le casualità esterne le concederanno, rimarrà un luogo di vita prettamente femminile.

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